ho appena dedotto che tutte le volte che per qualche strana ragione io sui libri non ci so stare passo da qui.
ho appena dedotto che tutte le volte che per qualche strana ragione io sui libri non ci so stare passo da qui.
Hallo Wien. Blurp. (ruttino) ma qui lo fanno dolcetto o scherzetto?
dovrei smettere di bere tutta questa birra. dovrei smettere di dirmi queste cose. dovrei, no, vorrei capire perchè oggi son andata al consolato italiano per chiedere informazioni e la risposta è stata "noi non lo sappiamo, anzi, se lo scopri torna a dircelo così se ce lo chiede qualcun'altro sappiamo cosa dirgli." "ah bene grazie." bea perplessa, totalmente perplessa.
e nel frattempo continuo a bere birra. Blurp. (altro ruttino) non sarà mica sta sera che smetterò di bere birra. magari domani. ma mi sa di no.
Hallo Wien. adesso esco. chissà se qui lo fanno, dolcetto o scherzetto.
Avvenimenti sottolineano che la costanza non è il mio punto forte. dovrò decidere se questo possa rappresentare per me un problema, ma sono più propensa verso un secco no. Sono a vienna da 57 giorni. Abbastanza per iniziare a sentire una certa mancanza verso tutte quelle persone che secondo me dovrebbero essere qui, e invece sono a altre parti e quindi io ci penso e sospiro e dico "ecco, trattasi di nostalgia".
Piove, fa freddo, devo studiare. E mi torna in mente che ho un blog, lo apro e decido di scrivere qualche cazzata, consapevole che probabilmente nessuno la leggerà. But, anyway... adesso cliccherò su quell'antipatico bottone blu Pubblica il post e nel frattempo nascerà un piccolo sorriso. Poi mi rimetterò a studiare. e alle 21 punto 30 mi raccomando Bea non essere in ritardo andrò in quel localino che mi piace tanto dove fanno jazz. una birra e 4 chiacchiere per concludere anche questa settimana.
mi sono appena ricordata da avere un blog. e che una volta mi piaceva tanto scriverci. chissà che non mi possa piacere ancora, perchè in effetti sono sempre con una penna in mano, e mille foglietti macchiati di inchiostro e pensieri che si perdono vittime del mio disordine. almeno qui rimane tutto, tutto quello che non mi vergogno di condividere, che non voglio sia solo mio, o mio e tuo ma di nessun altro più. piove e sento le gocce picchiettare sul sottotetto, e insieme a loro il suono del mio respiro. per il resto silenzio. l'avevo completamente scordata la sensazione di questa quiete, le domeniche sera che si trascinano avanti taciturne, senza niente da fare, senza niente da voler fare. però ogni tanto è bello dimenticarsi di essere un'universitaria perennemente coinvolta in delirii e schiamazzi. amo questa solitudine, quella che cerco e diventa culla dei miei pensieri, e mi fa restare seduta, immobile, con lo sguardo perso nell'ignoto e un sorrisino forse un poco ebete sulle labbra...
aggiornamenti dell'unaEundici: il bubbone pestifero non accenna a sparire,ma con mia somma gioia non ha proliferato-livido coscia sinistra [motivo presunto:impatto con comodino,ma non ne ho la certezza]-questa è bella:BERNOCCOLO, signore e signori. tum. macchia rossa dolorosa. e questa volta, collisione apparentemente assente. unafabbricadiCORPIestraneialCORPO. ecco cosa sono. però [dai lo scrivo perchè sono contenta!] ho preso ventotto in informatica. primo voto su un libretto vergine. mica male eh? =)
situazione alle ventitrèEventisette di un giorno senza numero nella mia mente: CALMA INCOMPRENSIBILE-ATTESA DI SCHIZZOFRENIA DILAGANTE-UN PRINCIPIO DI PESTE BUBBONICA SUL COLLO-SONNO. UN LIBRO TANTI LIBRI CHE MI ASPETTANO. DEVOSTUDIAREDEVOSTUDIAREDEVOSTUDIARE.
questo è quanto.
Laffuori un albero grigio, spoglio, che si alza gridando dalla neve, cercando disperatamente con ogni suo braccio, con ogni suo dito, di avvicinarsi al sole. Malinconiche riflessioni gelidi pensieri vittime d'un inverno troppo freddo, di una fottutissima incapacità di espressione, di sogni troppo presenti solo come ologrammi inafferrabili. Il paradosso dei rapporti che si creano come vogliono loro e tu non capisci ti chiedi perchè e non trovi risposta. Poi attimi in cui cancelli il tuo essere al mondo le tue preoccupazioni paranoie dubbi e punge tornare in se stessi e punge che penetra nella carne e fuoriuscendo trascina rigagnoli di sangue rosso porpora e lacrime e dolore.
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